Filosofia

La ricerca della tecnica ideale per la rappresentazione di un soggetto realistico, non è ciò che oggi più mi affascina. Natura e figura sono state le mie prime battaglie e non costituiscono tuttora il mio più profondo interesse. Lo studio della percezione visiva e del colore ha sempre ricoperto un ruolo chiave nella mia ricerca della forma e del cromatismo. Fondamentalmente non esiste materiale che non mi interessi, penso alla stoffa, ai tessuti monocromi o policromi con risonanze materiche o texture, a superfici assorbenti o riflettenti, alle plastiche. Mi ispiro alle splendide creazioni della natura (foglie, semi, aghi, legno, sughero e tutto ciò che mi affascina appena lo guardo).

Sviluppare un progetto è sempre motivo di grande interesse, il pensiero diventa realtà e l’opera visualizzata si concretizza. Non mi piace essere ripetitivo.

Penso di aver fatto mie alcune tecniche e le utilizzo in funzione dell’idea del progetto e del messaggio che voglio trasmettere. La ricerca, lo studio e la contestualizzazione di queste tecniche è ciò che mi fa crescere e mi sprona in un continuo accrescimento personale. Il piacere risiede nel percorso di produzione dell’opera e  nella realizzazione finale del lavoro.

Oggi opere che sembrano diverse hanno in realtà molto in comune. In architettura o nell’arredo urbano, i progetti che prendono in considerazione lo spazio tridimensionale o bidimensionale dell’ambiente conciliano l’uso e la modulazione del colore con l’architettura, la materia e lo spazio.

La forma costruita con stoffe, carte, plastiche o altro materiale, si muove e si fissa in una coinvolgente composizione che lascia l’osservatore colpito e coinvolto. Mi piace pensare che il mio compito sia realizzare e trasmettere all’osservatore l’energia che il lavoro ha accumulato in se durante tutto il suo percorso di crescita fino alla sua concretizzazione.

Andrea.

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